Il tema degli incentivi negli appalti pubblici ha assunto una rilevanza crescente nel quadro della riforma del Codice dei contratti pubblici. L’evoluzione normativa ha progressivamente ampliato l’ambito di applicazione degli incentivi per le funzioni tecniche, superando la tradizionale limitazione agli appalti di lavori e coinvolgendo oggi anche servizi e forniture.
Il Codice dei contratti pubblici del 2023 ha offerto una disciplina organica e sistematica, recependo orientamenti già emersi nella prassi e nella normativa previgente, ma lasciando aperte alcune questioni interpretative di rilievo operativo.
Inquadramento normativo degli incentivi negli appalti pubblici
Dalla disciplina originaria all’estensione a servizi e forniture
In origine, il sistema degli incentivi per le funzioni tecniche era limitato agli appalti di lavori. Una prima svolta si è avuta con la modifica del 2019, che ha esteso la possibilità di riconoscere incentivi anche agli appalti di servizi e forniture, seppur in modo non sempre coerente sul piano sistematico.
Il Codice dei contratti pubblici 2023 ha definitivamente consolidato tale estensione, prevedendo che:
- gli incentivi spettino per tutte le tipologie di prestazioni (lavori, servizi, forniture);
- la disciplina sia unitaria e non più frammentata.
Struttura e finalità degli incentivi
Il sistema degli incentivi prevede una ripartizione standardizzata delle risorse:
- 80% destinato al personale coinvolto nelle funzioni tecniche;
- 20% destinato a formazione, acquisto di attrezzature, strumenti per l’innovazione.
Tale impostazione conferma la finalità duplice dell’istituto: valorizzazione delle competenze interne e rafforzamento organizzativo delle amministrazioni.
Gli incentivi negli appalti di servizi e forniture
Il ruolo del DEC diverso dal RUP
Negli appalti di servizi e forniture, la disciplina degli incentivi negli appalti pubblici è strettamente legata alla nomina del Direttore dell’Esecuzione del Contratto (DEC) distinto dal Responsabile Unico del Progetto (RUP). La separazione tra le due figure non rappresenta una scelta meramente organizzativa, ma incide direttamente sulla configurabilità delle funzioni tecniche incentivabili e, di conseguenza, sulla legittima attribuzione degli incentivi.
Il Codice dei contratti pubblici individua le ipotesi in cui la nomina del DEC è necessaria, rinviando all’articolo 32 dell’Allegato II.14, che disciplina i casi caratterizzati da una particolare complessità dell’esecuzione. In tali situazioni, la distinzione tra RUP e DEC risponde all’esigenza di garantire un presidio più efficace della fase esecutiva del contratto, nonché una chiara distribuzione delle responsabilità operative.

Con riferimento alle forniture, anche al di sotto della soglia dei 500.000 euro, la nomina del DEC è consentita. Tuttavia, tale scelta deve essere sorretta da una motivazione puntuale, idonea a dar conto delle ragioni tecniche o organizzative che rendono opportuno distinguere le due funzioni, ferma restando l’individuazione del RUP. La motivazione assume rilievo non solo sotto il profilo organizzativo, ma anche ai fini della corretta applicazione della disciplina degli incentivi negli appalti pubblici.
Il quadro è più articolato negli appalti di servizi, nei quali la nomina del DEC sopra la soglia dei 500.000 euro non opera in via generalizzata, ma è circoscritta alle tipologie espressamente previste dal Codice. Per i servizi che non rientrano in tali categorie, la nomina del DEC non è automatica, con conseguenze rilevanti in ordine alla individuazione delle funzioni tecniche incentivabili.
In questo contesto, il DEC assume un ruolo centrale non soltanto nella gestione operativa dell’esecuzione contrattuale, ma anche sotto il profilo giuridico. La coerenza tra assetto organizzativo della stazione appaltante, qualificazione delle attività svolte e disciplina degli incentivi diventa infatti essenziale per evitare incertezze applicative e prevenire possibili profili di responsabilità.
Soggetti beneficiari degli incentivi
Il Codice dei contratti pubblici individua in modo espresso i soggetti beneficiari degli incentivi per le funzioni tecniche, confermando un’impostazione ormai consolidata ma ampliandone significativamente l’ambito applicativo. Accanto al Responsabile Unico del Progetto (RUP) e al Direttore dell’Esecuzione del Contratto (DEC), rientrano tra i destinatari anche i componenti del team tecnico coinvolti nello svolgimento delle attività incentivabili e, in determinate ipotesi, i dirigenti.
Proprio l’estensione della spettanza degli incentivi ai dirigenti rappresenta uno dei profili più delicati della disciplina vigente. Essa richiede infatti una lettura coordinata con i principi generali dell’ordinamento amministrativo, in particolare con la distinzione tra funzioni di indirizzo e funzioni di gestione, nonché con la normativa in materia di responsabilità dirigenziale. In questo quadro, la corretta individuazione delle attività effettivamente incentivabili assume un ruolo centrale, al fine di evitare sovrapposizioni improprie e di preservare la funzione premiale e non retributiva dell’istituto.
Gli incentivi finanziati dal PNRR
Negli appalti finanziati con risorse del PNRR, il sistema degli incentivi assume una rilevanza ulteriore. La combinazione tra complessità procedurale, stringenti vincoli temporali e necessità di rispettare le milestone e i target europei rende cruciale il ruolo delle strutture tecniche interne alle amministrazioni.
In tale contesto, gli incentivi non svolgono soltanto una funzione economica, ma diventano uno strumento di rafforzamento della capacità amministrativa e di supporto alla governance del progetto. Una corretta applicazione dell’istituto contribuisce a garantire continuità operativa, responsabilizzazione dei soggetti coinvolti e maggiore efficienza nell’attuazione degli interventi. Al tempo stesso, l’elevata esposizione finanziaria e il sistema di controlli rafforzati impongono una gestione particolarmente attenta, affinché vi sia coerenza tra attività svolte, obiettivi progettuali e rendicontazione.
Conclusioni: criticità operative e profili di attenzione
Nonostante l’intento del Codice 2023 di fornire una disciplina più chiara e sistematica, l’applicazione concreta degli incentivi negli appalti pubblici continua a presentare criticità operative. Le principali difficoltà emergono nella fase di individuazione delle funzioni effettivamente incentivabili e nella motivazione delle scelte organizzative, a partire dalla nomina del DEC negli appalti di servizi e forniture.
Un ulteriore profilo di attenzione riguarda il necessario coordinamento tra il sistema degli incentivi e i controlli interni, nonché il rispetto dei vincoli derivanti dalla normativa contabile. Una gestione non sufficientemente strutturata dell’istituto può infatti esporre l’amministrazione a rilievi da parte della Corte dei conti, oltre a generare tensioni interne in merito alla distribuzione delle risorse.
Alla luce di tali elementi, l’istituto degli incentivi richiede oggi un approccio consapevole e non automatico, fondato su una lettura sistematica delle fonti e su un’attenta valutazione delle esigenze organizzative, nel rispetto dei principi di buon andamento, imparzialità e trasparenza dell’azione amministrativa.
