Intelligenza Artificiale nel mondo legale: disamina delle nuove Linee Guida FBE
A fine settembre 2024, la Commissione per le nuove tecnologie della FBE (Fédération des Barreaux d’Europe) ha aggiornato le linee guida intitolate “Avvocati europei nell’era di ChatGPT: linee guida su come gli avvocati dovrebbero sfruttare le opportunità offerte dai grandi modelli linguistici e dall’intelligenza artificiale generativa”, come risposta agli sviluppi che l’IA ha conseguito dal 2023 ad oggi.
Difatti, con l’entrata in vigore dell’AI Act ovvero del primo quadro normativo uniforme per lo sviluppo e l’utilizzo dell’IA nell’UE, si è sentita l’esigenza di aggiornare le predette linee guida così garantire che l’integrazione dell’IA nelle pratiche legali rimanga efficace e al passo con gli ultimi sviluppi, incentivando ancor di più gli avvocati europei alla formazione continua, all’adattamento e all’impegno costante nei confronti dei principi etici:
LINEA GUIDA 1: Riconoscere i limiti della GenAI nella pratica legale
articoli di riferimento: Considerando 20, artt. 4, 13, 14 e 26 dell’AI Act
Assicurarsi di avere una conoscenza approfondita degli strumenti GenAI utilizzati nella propria pratica legale. Ciò comporta la necessità di:
- tenersi aggiornati sui progressi e sugli aggiornamenti delle funzionalità GenAI, nonché di testare regolarmente questi strumenti su argomenti per i quali si dispone già di una solida esperienza legale, confrontando i risultati del GenAI, con le proprie conoscenze per valutarne l’accuratezza e l’utilità;
- fare attenzione alla tendenza e a fare troppo affidamento sui risultati generati dall’IA, esercitando cautela e giudizio critico ed evitando di affidarsi troppo ai risultati dell’IA senza una verifica indipendente;
- capire che la funzione principale della tecnologia è quella di prevedere il token successivo (la parola successiva in sequenza) piuttosto che ragionare logicamente come farebbe un essere umano, aiuta a mantenere un sano scetticismo sui risultati prodotti. È consigliabile effettuare un controllo incrociato delle informazioni generate dall’IA con fonti verificate e applicare la propria esperienza per valutare la validità dei risultati.
Oltre a queste conoscenze di base, potrebbe essere utile riconoscere i limiti e la natura specifica del contesto della tecnologia AI.
Infatti, non tutti i sistemi di IA sono uguali e quelli progettati per la conversazione generale o per l’uso da parte dei consumatori potrebbero non essere adatti ad applicazioni legali specializzate.
I risultati generati dall’AI possono talvolta mancare di completezza, accuratezza o tempestività specialmente quando vengono utilizzati al di fuori dell’ambito di applicazione previsto. Ciò può portare a risultati inaffidabili o fuorvianti con rischi significativi nel contesto legale professionale.
Pertanto, sarebbe opportuno scegliere e applicare gli strumenti di IA coerentemente con i contesti e gli usi per i quali sono stati progettati, nonché conoscere e comprendere i loro limiti generali e specifici.
LINEA GUIDA 2: Rispettare le regole esistenti sull’uso dell’intelligenza artificiale
articoli di riferimento: art. 4 dell’IA Act, art 20 Conv. CoE sull’IA
Per gli avvocati europei, il quadro normativo principale rimane l’AI Act.
Oltre a regolamentare le applicazioni di IA vietate e ad alto rischio e a stabilire obblighi per i fornitori di IA generici, l’AI Act richiede che le persone coinvolte nelle operazioni di IA (ivi inclusi gli avvocati) abbiano conoscenze tecniche, esperienza, istruzione e formazione adeguate.
Altrettanto significativa è la Convenzione quadro sull’IA del Consiglio d’Europa.
Adottata nel maggio 2024, pone l’accento su specifiche competenze specialistiche per coloro che sono responsabili dell’identificazione, della valutazione, della prevenzione e dell’attenuazione dei rischi legati all’IA – un gruppo che può includere gli avvocati.
Risulta dunque essenziale rimanere informati sulle normative in materia di IA per fornire consulenza ai clienti e utilizzare GenAI in modo responsabile.
Monitorare l’evoluzione delle norme, comprese le leggi nazionali o le linee guida dell’Ordine degli Avvocati, ed esaminare i termini di servizio dei fornitori di GenAI consente di garantire la conformità agli standard legali ed etici.
Le normative sull’IA sono in continua evoluzione e riflettono il rapido sviluppo della tecnologia e dei quadri giuridici in materia pertanto occorre rimanere vigili, aggiornarsi sui cambiamenti e adattare le pratiche per allinearci al panorama normativo in evoluzione.
LINEA GUIDA N. 3: Considerare l’uso di GenAI da parte di altri
articoli di riferimento: Considerando 134 e art. 50 dell’AI Act
In futuro si prevede che i nostri colleghi, i clienti e persino le autorità nazionali e sovranazionali, compresi i tribunali, utilizzeranno la GenAI.
Anche i giudici, i pubblici ministeri o gli organi amministrativi, potrebbero utilizzare strumenti basati sui LLM (large language models), rendendo necessaria la verifica dei processi decisionali e l’analisi di fattori che gli avvocati non hanno tradizionalmente considerato (ad esempio, l’entità dell’automazione nei procedimenti giudiziari e le misure adottate per prevenire i pregiudizi dell’automazione).
Anche i clienti e le controparti possono utilizzare la GenAI (ad esempio per migliorare le loro strategie o presentare prove). Queste ultime potrebbero potenzialmente riguardare deepfakes: immagini, audio o video generati o manipolati che assomigliano in modo convincente a contenuti reali (ad esempio, persone, oggetti, luoghi, entità o eventi esistenti) e appaiono falsamente autentici. Ciò richiede un nuovo approccio alla gestione delle prove e alle azioni da intraprendere in relazione alle prove presentate dai clienti.
LINEA GUIDA N. 4: Integrare le competenze legali
articolo di riferimento: art. 14 dell’AI Act
L’utilizzo di strumenti di GenAI per svolgere compiti che richiedono tempo può liberare capacità aggiuntive per altre priorità che creano valore per il cliente o rafforzano la competitività sul mercato legale, ma non deve sostituire il giudizio e la competenza professionale.
Prima di implementare uno strumento GenAI, è necessario conoscere le esigenze della propria organizzazione, dei clienti e del personale, e testare prima internamente lo strumento.
Sarebbe opportuno rivolgersi a professionisti dell’IT e della cybersicurezza per comprendere gli aspetti tecnologici di un particolare strumento GenAI e la sua possibile integrazione con i sistemi esistenti all’interno della vostra organizzazione.
In ogni caso, l’incorporazione di contenuti generati dall’IA nella consulenza legale o nel prodotto finale (ad esempio un contratto) non esime dalla responsabilità se i risultati sono falsi o imprecisi, in quanto si applicano comunque le norme di condotta professionale.
LINEA GUIDA N. 5: Mantenere il segreto professionale tra avvocato e cliente
articoli di riferimento: artt. 15 e 26 dell’AI Act
L’uso di GenAI comporta il rischio di un’elaborazione o divulgazione impropria dei dati dei clienti.
Quando si utilizza una GenAI, è essenziale salvaguardare la riservatezza del cliente, prendendo tutte le precauzioni necessarie per proteggere le sue informazioni del cliente.
A seconda dei termini di servizio o di normative analoghe, l’inserimento dei dati dei clienti direttamente o indirettamente nei sistemi GenAI potrebbe non essere consentito a causa della potenziale ulteriore elaborazione di tali informazioni; pertanto, per mantenere la riservatezza professionale, assicuratevi che i sistemi di GenAI abbiano politiche di conservazione dei dati pari a zero e che vietino l’uso di qualsiasi dato in ingresso per scopi quali l’addestramento di modelli AI.
Inoltre, occorre verificare sempre che i sistemi GenAI utilizzati dispongano di misure di sicurezza adeguate.
LINEA GUIDA N. 6: Garantire la protezione dei dati
articoli di riferimento: artt. 5, 6, 12, 22 GDPR, art. 26 AI Act
Una valutazione dettagliata della conformità al Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) è un primo passo fondamentale per l’introduzione di GenAI nella pratica legale. Questa valutazione sottolinea l’importanza di esercitare cautela, implementare misure appropriate e affrontare le preoccupazioni sula privacy e i rischi emergenti.
L’inserimento di dati personali nei sistemi di GenAI richiede una base giuridica adeguata e il rispetto delle disposizioni in materia di protezione dei dati. Pertanto, bisogna assicurarsi che i diritti degli interessati siano rispettati, anche perché gli strumenti di GenAI non solo elaborano dati per generare output, ma spesso utilizzano i dati forniti per migliorare il modello stesso; e non è sempre agile ricostruire quali opzioni sono praticate dai differenti servizi cloud.
LINEA GUIDA N. 7: Garanzia di trasparenza (esterna e interna)
articoli di riferimento: artt. 13 e 50 dell’AI Act
Nel valutare se e in che misura i clienti debbano essere informati sull’uso del GenAI nei loro casi, il principio è che gli avvocati devono avere la discrezione di determinare l’approccio migliore per ottenere risultati.
Informare i clienti sull’uso del GenAI può essere fatto volontariamente e può servire anche come strumento di marketing.
Tuttavia, in alcune situazioni è consigliabile mantenere una trasparenza esterna, ad esempio quando si tratta di un gran numero di casi simili difficili da gestire singolarmente. In questi casi, l’avvocato e il cliente dovrebbero concordare quali strumenti di IA verranno utilizzati e in che misura verranno applicati i loro risultati.
La linea guida sulla trasparenza ha anche una dimensione interna.
Gli avvocati devono comunicare ai propri collaboratori come devono essere gestiti i risultati generati dall’IA e garantire che queste linee guida interne vengano implementate all’interno dello studio.
LINEA GUIDA N. 8: Considerare l’impatto sulla proprietà intellettuale
articoli di riferimento: Considerando 104-108, artt. 25 e 53 AI Act
Per aumentare la probabilità che l’output di GenAI non violi i diritti di proprietà intellettuale di altri, occorre verificate se il fornitore dello strumento indennizza i suoi utenti o se attenua in altro modo i rischi.
Se si desidera ridurre i rischi associati all’uso di GenAI o aumentare la probabilità che i risultati di GenAI siano protetti dal diritto di autore, è bene ricordare che:
- il risultato assistito da GenAI deve essere il risultato di uno sforzo intellettuale umano;
- tale sforzo intellettuale può assumere la forma, ad esempio, di preparazione, raccolta e selezione dei dati, supervisione del processo di creazione, editing, modifica, post-produzione – maggiore è il lavoro umano e maggiore è la probabilità di protezione;
- il risultato finale del processo intellettuale deve essere stabilito ed esprimere la creatività del creatore – un essere umano.
Sia i dati forniti dai clienti che i materiali forniti dagli avvocati ai clienti non possono servire come dati di addestramento per i modelli GenAI. Tuttavia, ciascuna parte può scegliere di non partecipare in base all’art. 4 del DSM.
LINEA GUIDA N. 9: Utilizzare la GenAI con consapevolezza del suo impatto ambientale
articolo di riferimento: Considerando 140 dell’AI Act
La GenAI offre significative opportunità di efficienza e sostenibilità, ma il suo sviluppo e utilizzo comportano un notevole consumo di energia, acqua e risorse, contribuendo all’inquinamento ambientale e ai rischi per le comunità locali.
Come professionisti del settore legale, è fondamentale essere consapevoli di questi problemi e adottare pratiche in linea con la sostenibilità ambientale, sfruttando al contempo la GenAI:
- a) ottimizzare l’uso di GenAI, concentrandosi sulle applicazioni in cui offre vantaggi più significativi, evitando i calcoli non necessari e ottimizzando i processi per ridurre il consumo delle risorse;
- b) scegliere una GenAI efficiente, optando per strumenti e centri dati che diano priorità all’efficienza energetica e idrica, incoraggiando l’uso di centri dati alimentati da fonti di energia rinnovabili e che impieghino sistemi di raffreddamento avanzati ed efficienti dal punto di vista idrico;
- c) incoraggiare la trasparenza, assicurandosi che gli sviluppatori e i fornitori di servizi di GenAI rendano noti gli impatti ambientali delle loro tecnologie;
- d) approvvigionamento sostenibile, considerando l’impatto ambientale della catena, scegliendo supporti che seguano un approccio sostenibile e metodi di produzione sostenibili.
Conclusioni:
La recente revisione delle linee guida della Fédération des Barreaux d’Europe (FBE) sull’uso dei grandi modelli linguistici (GenAI) e dell’intelligenza artificiale generativa nella pratica legale rappresenta un passo significativo per garantire che gli avvocati europei rimangano all’avanguardia in un panorama legale in rapida evoluzione. Queste linee guida, aggiornate per rispondere agli sviluppi normativi e tecnologici come l’entrata in vigore dell’AI Act, mettono in luce non solo le opportunità offerte dall’IA, ma anche i rischi legati alla sua implementazione.
